CONDIVISIONE, COMUNANZA, COOPERAZIONE
(Estratto del progetto eco-villaggio Basilico)
Negli ultimi decenni si è assistito ad un fiorire di comunità in tutto il mondo, a partire dalle grandi città-utopia come Auroville o Poona, ispirate alle intuizioni di grandi maestri, per arrivare a modelli new-age come Findhorn o ai villaggi di educazione alla pace e alla permacultura quali Tamera in Portogallo.
Oggi si stanno moltiplicando anche piccole realtà dove poche famiglie decidono di abbandonare le città e crearsi un modello di vita sostenibile nelle campagne e nelle colline; questo ritorno alla terra ha dato vita alla rete globale degli ecovillaggi (GEN Global Ecovillage Network), che dovunque in Europa sta crescendo e creando un’economia parallela ed alternativa alla civiltà del consumismo sfrenato.
Per decidere di fondare un’ecovillaggio-comunità c’è bisogno di una “visione comune”. La visione è la spinta iniziale, il propulsore di quell’armonia che in fondo tutti noi cerchiamo. Ma arrivare a questo punto comune implica aver già percorso un viaggio interiore che ci vede pronti per una scelta consapevole e responsabile di condivisione delle nostre esperienze e dei nostri talenti.
Aldilà della consapevolezza ecologica che pone gli ecovillaggi quali biotopi di guarigione della Terra, esiste una forte spinta spirituale nella volontà di unire le persone in un cammino di Fiducia ed Umiltà, appianando i contrasti, armonizzando le diversità, senza fanatismi o ideologie.
Uno degli strumenti pratici per attuare una convivenza pacifica ed edificante è la pratica del Cerchio.
Sperimentare il Cerchio significa superare gli egoismi, i personalismi, le competizioni. Le antiche tribù che hanno elaborato questa modalità di comunicazione e di governo, ci hanno lasciato un validissimo modello di democrazia diretta, nonché di profonda analisi, di reciproca conoscenza, di rispetto e tolleranza, di autodisciplina, e di certo conoscevano il flusso delle energie sottili che ognuno muove non solo attraverso la parola.
Il Cerchio diviene quindi momento di aggregazione e di governo della comunità ma può divenire anche momento di meditazione collettiva. Vivere la condivisione anche in questa dimensione spirituale non significa perdersi in rituali esoterici o magici, pittoreschi culti religiosi, quanto coltivare lo spirito ed il cuore, onestà, lealtà, altruismo, solidarietà, sincerità, devozione, amore, compassione, amicizia, gioia, bellezza, semplicità, vivere se stessi e la propria parte migliore.
La comunanza nella vita di tutti i giorni, col cibo, le risorse, il lavoro, diviene anche comunione di menti e cuori che operano per la Pace, con se stessi e tutti gli altri esseri viventi, uomini e donne, vecchi e bambini, animali di ogni specie, piante ed elementi di natura, cosmo ed infinito.
Da un punto di vista più pratico la vita nel nostro villaggio rispetterà gli spazi intimi e privati di ognuno. Le abitazioni, a seconda delle esigenze, saranno quindi private o comuni, nel rispetto della libertà di scelta di ogni singolo e di ogni famiglia.
Sarà però essenziale la creazione di ampie strutture dove poter cooperare per il funzionamento ottimale della comunità.
Fondamentale l’edificazione del Community Center, la Grande Casa, dove svolgere tutte le attività collettive (ristoro, laboratori, auditorium, biblioteca, ecc.). Un’altra struttura sarà interamente dedicata ai bambini, con funzioni di scuola, teatro, palestra, parco giochi, laboratori.
Secondo una definizione del GEN Europe (www.gaia.org), comunità significa:
Essere
consapevoli degli altri e relazionarsi ad essi
Condividere
risorse comuni e provvedere al mutuo aiuto
Sostenere
la pratica della medicina preventiva ed olistica
Procurare
un lavoro espressivo e gratificante ed un sostentamento a tutti i
membri
Integrare
gruppi emarginati
Promuovere
processi di educazione permanente
Incoraggiare
l’unità attraverso il rispetto delle differenze
Favorire
l’espressione culturale
Ed è con questi propositi che si muove la nostra visione comune di utopia-concreta.
Nella realtà opereremo attraverso un’associazione onlus per l’acquisizione del sito e la costruzione del villaggio e le nostre attività produttive privilegeranno lo strumento della cooperativa.
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