L’EQUILIBRIO

 

Si respira lo smarrimento fra le genti.

Moltitudini incoscienti si muovono sul pianeta, dire brancolanti, rende l’idea.

Nel frattempo ecco accendersi Lumi di non sola Ragione, ma anche d’Ispirazione. Si respira la Speranza; figli del Futuro, precursori, eroi ed umili, diseredati e frustrati illuminati, geni incompresi, pesci fuor d'acqua, depressi e rivoluzionari, guru di Sé, naturalisti disperati e quelli gioiosi, poeti e webmaster, la Fratellanza, la Sorellanza si stanno muovendo.

Ci sarà un nesso fra tanta selezione naturale e Gea che si risveglia perché i suoi figli si sono risvegliati. Mentre tutto anela all’Equilibrio, mentre la Perfezione si perfeziona perpetuamente, sempre più perfetta.

 

Mi sono spesso chiesta quanto la dualità ci condizioni, intralciando il nostro cammino che persegue un anelito di unità.

A partire dall’Albero del frutto proibito, l’essere femmina e non maschio, la luce con le tenebre, e quanto comunque queste due brevi paroline –Bene/Male- facciano terrorismo alle nostre menti pure.

Ma vi pare possibile cercare l’equilibrio fra l’essere buona e cattiva al 50% ? Tutte le menate sull’amor proprio mascherate da egoismi e orgogli al seguito.. Ci si sente ipocriti nella ricerca di un equilibrio così preconfezionato..

Decido di non essere né buona, né cattiva e di essere giusta.

 

Ecco affacciarsi allora, la sete di Oriente, di Zen che percorre la storia di popoli umili e fieri, ricchi di una visione del Tutto che l’Occidente capitalista ha raggiunto solo ora, con l’epiteto Global.. :- (

 

Affannati a dondolare sui piatti di una bilancia cosmica, cerchiamo l’equilibrio nelle cose metodiche e in consuetudini condivise da tutti. Questo è l’equilibrio del calendario e degli orologi, il metodo per individuarsi come formica nel formicaio e non come libero cigno.

La mente imperterrita declama i suoi ritornelli, o s’incanta come un disco, non sa pensare sul pensato e si perde in mille rivoli; allora è meglio dimenticarsi, gettarsi nel fare e non riconoscersi allo specchio.

Sempre in cerca di Equilibrio, sapendo che l’Equilibrio delle emozioni porta quella Serenità di fondo dei beati. Svegliarsi col sorriso diventa una costante. <chiedersi se lo vogliamo veramente>

 

Poi m’insegnano la legge del Karma, causa-effetto, semina-raccolto, equilibri.

Tuffati in una nuova ricerca cominciamo a notare le conseguenze delle nostre azioni e dei nostri stessi pensieri.

Ma le emozioni continuano a vibrare colpi su colpi al nostro precario equilibrio interiore; troppi shock, troppo clamore intorno a noi, innamorati o arrabbiati, gioiosi o acidi, le emozioni non danno scampo e l’Equilibrio vacilla.

La mente imperterrita declama i suoi ritornelli, bombardata da impulsi, mentre archivia nelle directory ogni esperienza. Intrisi di “penso, dunque sono”, identificati in un bio-computer sofisticatissimo continuiamo a cercare un equilibrio monco, perché senza Cuore.

 

Eureka! Ecco il vero Equilibrio! Quello fra Mente e Cuore, Arjuna prende le redini delle sue idee imbizzarrite e galoppanti e intraprende finalmente il suo viaggio nella vita.

Il cuore fonte di sentimenti ed un cervello che li codifica.

Ma allora Arjuna non è nemmeno il Cuore.. e chi è?

 

La prima volta che ho letto che abbiamo un Sé superiore mi sono sentita spiata da me stessa, non come da un grillo parlante, ma percependo una presenza a me, bio-computer, sconosciuta. Come se dentro questo corpo ci fosse solo un ago di coscienza, e se questo corpo fosse un bicchiere immaginare questo Sé che vi immerge un solo dito.

Ho imparato a conoscere il mio Cuore, il mio maschile, il mio femminile, ho messo d’accordo Platone con Aristotele, l’istinto con la ragione, sarò certo in grado di fare il Silenzio nella mia testa, come un reset, chiudere le porte dei sensi e ascoltarmi senza pensieri vaganti.

 

Immersi stavolta in una ricerca di Equilibrio fra l’Essere e il non-Essere.

Che affascinante cammino! L’Equilibrio comincia a manifestarsi e anche la Vita ne sembra riconoscente.

Sprofondati nel caos di un mondo in baraonda, traumatizzato dagli eventi, riusciamo a mantenere il nostro centro, che sarà pure di gravità permanente, ma mette le ali all’animo e risana il corpo, lasciandoci liberi di sperimentare tutti i nostri livelli vibratori e uscire dall’eterna lotta della mente.

 

Equilibrio sa di Libertà.

Come se ci fosse fra Nord e Sud, sinistra e destra, analitico ed analogico, materialismo e spiritualismo, pragmatismo ed idealismo, nell’accettazione e nel rispetto, la dimora della Libertà.

 

Equilibrio sa di Buon Senso.

Come se ci fosse in ogni azione verso Terra, Acqua, Aria e Fuoco, un’etica antica e insita, la permacultura dei ritmi naturali. Come se ci fosse nei governi del mondo, dove un decadentismo storico ci è ancora contemporaneo, testimone d’un tempo di grandi lezioni.

 

Equilibrio sa di Serenità.

Quella conquistata nel deserto delle nostre anime lacerate, straziate dallo squilibrio di forze, energie, vibrazioni.

Quell’anelito comune è l’anelito a trovare questo equilibrio, dopo essere stati poeti maledetti, dopo esserci iniettati plutonio nelle vene, dopo tutto lo scempio, lo scempio..

Uno scempio che perdura perché in molte menti non c’è ancora quel Silenzio che ascolta intuizioni ed ispirazioni.

 

 

7/7/2003

paola gandin

           

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