SAGGIAMI

<2004>


Questa raccolta è frutto di una selezione, trasformazione ed evoluzione di alcune poesie di vecchia data.

Ringrazio Erice, sorella di penna, per aver sapientemente levigato certi miei ottocenteschi lirismi, e per avermi aiutata a distillare il succo peculiare di vent’anni travasati sulla carta in versi.


Fonti:

  1. Eravamo certi che saremmo morti” 1995-2003

  2. Mi mancano i poeti” 1992-2003

  3. Il raccolto” 1979-99

  4. Il Vegliante ed altre poesie” 1995-96

  5. Sento, dunque sono” 1990-94

  6. Gli ingorghi - Gli sgorghi” 1981-89




Eravamo certi che saremmo morti”

1995-2003


L’ALA INTATTA


Batte

di metrica

dimentica

l’ala intatta

sopra l’etere

sognante e

disincantata

L’immaginante

ritocca la realtà.


20.7.95







GENESI


Saltuari

alberi di conoscenza

attraversano il cervello

A volte i frutti precipitano

fradici nel cuore,

talvolta si spezzano

i rami nella mente


Gli occhi della serpe luccicano come gemme


Io stanotte

con un’accetta acuminata

m’aggiro

quatta

ne sfioro il tronco.


2.2.97






IL CERCHIO DI FUOCO


Il cerchio di fuoco

in un mantra collettivo


Qui nel deserto io sogno

l’armoniosa gente

Culla dondolante

di Nirvana personale


L’anelito s’impenna


Luglio 2000







CONNESSIONE


Chiamami

di là dall’ombrello temporale

io giaccio splendida

come se nulla si potesse interpretare

Così è e così sia


Chiamami a dettarmi la visione

ch’io possa inserirla

nei miei files.


4.5.2001







SAREBBE UTILE


Sarebbe utile

entrare nel flusso

scoprire dove si è andati a finire

dentro un cilindro di specchio


Guardarsi esattamente

dentro la pupilla


3.3.2002







ASCOLTARE


Ascoltare

la poesia centellinata

distinguere l’io dall’io

senza scaturire

né delirare

come nello specchio delle brame


Esserci

ed Ascoltare.


9.4.2002







ERAVAMO CERTI CHE SAREMMO MORTI


Eravamo certi che saremmo morti

Eravamo certi che prima di morire

saremmo invecchiati

Eravamo certi che prima di invecchiare

ci saremmo goduti la vita

Eravamo pur certi che prima di goderci la vita

avremmo sofferto a lungo

ogni sorta di dolore

Eravamo comunque certi che prima di soffrire

avremmo creduto che la sofferenza

affina lo spirito

e prima ancora di

credere nello spirito

saremmo forse morti

senza sapere cosa sia.


8.3.2003







SALI


Siamo ancora all'indignazione?

Andiamo oltre:

una panoramica vibrazionale


Cosa senti?

Sali oltre ancora:

contempla l'intreccio dei destini

le onde delle ere

Cosa percepisci?

Ordine e disordine

La danza del non-tempo?


Sali ancora

        connettiti alla rete

        dell'unica coscienza



1.4.03







DOVREI SETACCIARE ANCORA


Dovrei setacciare ancora

qualche milione di nevrosi


Parlare di Silenzio

Fare il Silenzio

Essere il Silenzio


Oltre il setaccio

ridivento polvere di stelle


Corricelli, 28.8.2003







ONE SOLUTION: LOVELUTION

La risonanza esiste

per affinità ci si amalgama

Quale crudo silenzio vi accomuna
dietro quale maschera siete nascosti?


Nella nuova follia il cuore è anche in testa

seminare sorrisi

è

essere sorriso
<ed anche deriso..>

Dalle impalcature mentali
urla come uno schiaffo di vento
una consapevolezza che stordisce

One solution: Lovelution !


2.9.2003






Mi mancano i poeti”

1992-2003



HO COVATO PAROLE


Ho covato parole

il valore delle stesse

leggo nei tuoi occhi

il chi sei

di chi non legge

parole covate


ci vuole calore

calore, amore mio.







HO PERSO I DETTAGLI


Questo curriculum

silentiosamente rimbomba


ho perso i dettagli

fonda-mentali


Bandam*

non c’è soluzione

al rebus

se il curriculum

non risponde

a verità.


15.5.92


*FRATELLO in lingua Pouula (Africa del Nord)







QUANT’ALTRA ME


Ritorno a me

a quant’altra me

fanciulla batticuore

fiero batticuore

di quant’altro amore

mentre

rollo una sigaretta

senza cartina

per scoprire il gusto

della contraria volontà.







ORGASMI


Separare le sistole

dai neuroni

Voglio farmi venire la pelle d’oca

Orgasmo epidermico

Respirare la peluria

Voglio farmi venire un batticuore

Orgasmo ematico

Rossore e pupille dilatate

Voglio farmi venire la danza del ventre

Orgasmo muscolare

Diventare musica


allo scheletro

ci penserà la pira funeraria ;)


10.8.01 io e la cavalletta sul muro







INCIAMPAI


Inciampai

anche nell’estate dei sensi

Gli amici

dettero un calcio

alle intuizioni

per rincorrere falene

nelle notti delle amarezze.







LA STOFFA


L’ordito

la trama

il telaio

il tessitore

la stoffa

Mi chiedo perché un così

armonico processo

di perfezioni e proporzioni

di arte e di calore

di cultura, di colore

nel linguaggio

- sì, l’odioso pedantesco nostro di parlare -

Ordito e Trama

sian divenuti

tradimento - perfidia

macchinazione e infamia

Così è dei giorni nostri

la stoffa


29.10.98







TARGET BRANKO


Quella bottiglia lanciata dal ponte di Belgrado

dal “Target” Branko sulla Sava

ancora mi scuote

non di lacrime liquide

ma nella quantica dimensione

là dove tocco la mente

della splendida serba

che lanciò quella bottiglia all’Italia

dal ponte Branko sulla Sava.


25.3.2000







SENZ’ALTRO


Ho innescato

i vorticosi segmenti

temporeggio le tematiche

inconcludenze.

Senz’altro

mi dissero.

Immediatamente pensai:

vogliono togliermi

anche

l’altro.






1 APRILE 2003 POMEROY


Ho violato il mio tempio

castrazione definitiva

- dall'ombelico -

Ho violato anche il mio ombelico

il baricentro


Ho messo fine alla “funzione”


Cosa ho fatto?

Ho violato il mio tempio

Ho sigillato la fonte di vita


Feconderò me stessa

col caparbio libero arbitrio

e più androgino di prima


04.4.03







MISANTROPIA


Ho smesso di voler capire tutto e tutti

quando ho capito

sia inevitabile essere aggrediti

prima o poi

mentre si amano

coloro che ci amano


pietre piante animali angeli che siano



28.9.2002






INSINUANTE COME NICOTINA


Insinuante come nicotina

la stanchezza mi possiede

mi tiene sveglia

a tossine.


E’ una stanchezza fremente

come il piacere di una sigaretta.


14.8.2001







SOGNO.EXE


Sei arrivato

devastando dubbi

azzerando i database


Qui ed ora

Respiro il Sogno

Lo battezzo ANELITO


Resetto il tempo

Formatto lo spazio


27.11.2001







Il raccolto”

1979-99


LA DISCIPLINA DEL SILENZIO


Parlami le tue parole

che io impari

le chiavi della tua espressione

Non schivare

la voce che viene dal Silenzio

fa’ che la tua mente

impari l’immersione

dove ogni suono non appare suono


Riprendi la disciplina

del Silenzio

da subito

e per ogni alba.


7.1.96








MUOVI I TUOI SOGNI


Muovi i tuoi sogni

dietro l’angolo

che hai guadagnato

Qui ti sembreranno

vivi di vita propria

Spingili nella direzione

in cui stai viaggiando

modellandoli

d’immaginazione suprema

e li vedrai prender forma

precederti il passo.


23.3.96






ASANA


Prendi il sole

fra le mani

accovacciati

nel cielo

stringilo al corpo


Il tuo pensiero

in orbita col fuoco

partorirà

nuove comete.


23.3.96







AMBRA


Raccolgo

ambra

calda come di fuoco

questo cuore

Non ricompongo

che un ricordo

imbevuto di ambra

nella trasparenza

opaca

di tutto l’orrore che sento.







IL ROGO


Silenzio

nulla è più da dire

nemmeno

l’o-issa

delle reti guizzanti


Il flusso scorre e sono

coloro che furono

coloro che saranno


Mentre qualcuno tinge

di pece i miei piedi

stavolta

il cerchio di folla

riconosce il sacro

nel fuoco.


3.1.2000







IL VEGLIANTE ED ALTRE POESIE”

1995-96

RISCHIARAI LE EMOZIONI


Rischiarai le emozioni

una dopo l'altra
dall'alone
che fa' loro veste

Imbrigliate
in un arcobaleno
nitido e stucchevole
teatro bianco

Paura alzò lo sguardo





HO INCROCIATO LE BRACCIA


Ho incrociato le braccia
per trent'anni
o è stato forse
il palcoscenico
crea-tivo
delle mie stesse notti pregne
inghiottite nel teatro
e i pesanti drappi di filo logico intessuti
aprirsi e chiudersi
su fasci di luce immaginata
di platea indifferenti


a lasciarmi nel copione?


10.7.94








TRIBOLAZIONI

 

Si annodano al collo

Come boa

tanto che un filo di respiro

li faccia cullare sul petto

 

Si annodano al collo

come boa

tanto che i battiti del cuore

li faccia ballare in seno

 

 Le braccia lungo i fianchi

urlano alle mani

sono in fasce

sono in trappola

La coda del boa batte il ritmo sulle mie ginocchia

 

 8.2.95




NON SO DI QUALE STILE


Non so di quale stile mi stia appropriando

Meglio tornare ad un vagito

che riempie la stanza

e non trascura nemmeno un angolo

nemmeno uno spigolo.

 

22.6.95







IO SONO

 

Io sono accanto a te e solo ora mi lasci passare.

Io saprei indicarti

la strada da imboccare, le scelte da cogliere

i pericoli da evitare

Saprei insegnarti come fare

per scostare il velo.

Non sono accanto a te per

aiutarti

non per mostrarti tutti i

trabocchetti

per portarti in ogni angolo senza

spazio

e senza tempo

che tu non conosci

per lasciarti alla mercé di te

per farti perdere e per farti

ritrovare.

E se tu dovessi perderti e

disperare

io ti lascerò disperare ed anzi

renderò ancor più desolante

il luogo senza spazio e senza tempo.


Io non sono ciò che vedi

né ciò che senti

tu sei ciò che vedo e ciò che

sento

Io scosterò quel velo quando

tu vedrai che io

sei tu.

Hong So.


22.6.95








IL DESERTO

 

Il deserto vibra

Il deserto ammanta

Il deserto ricopre il cielo

Questo deserto

cielo di nulla essenza

sul nulla immaginato

 

Il deserto vibra

Il deserto arriva

Il deserto abbraccia le radici

Questo deserto

Queste radici

di acido sapore

nella nostra fame intrappolate

 

La sabbia scivola

su questi cuori

d'ogni granello

così graffiati


11.9.95







L'OMINO

 

Qualcuno scivola

sui suoi fragili tacchi morali

e quando cade a terra

bestemmia i sassi e le zolle

mentre

incerto sulle ginocchia

infila nella tasca

il tacco

scivolato nel tombino

 

 

11.11.95







L'OCCHIO DELL'ASSURDO

 

Ho scovato il tempo sopra il mio cuscino

l'amante prediletto

 

Bimbi lacerati sulle strade

con il cranio sopra il cranio duro dell'asfalto

delle tende dell'addiaccio

Quando vi ascolto

è la maggiore suprema sofferenza

Prostituiti-venduti-fatti a pezzi

con quali occhi io vi guardo

se non i vostri


l'occhio dell'assurdo.

 

1.12.95








LA PELLE DEL LEOPARDO

 

Non troverai nessun significato

quando la pelle del leopardo

si svela

tace

e due buchi neri

ti guardano ma non ti vedono

Ho vibrato con i morti con i vivi con gl'invisibili

e non c'eri che Tu

Perché questo oceano di riflessi?

A che ti serve?

Io lo devo sapere

Che cosa vuoi da me?

 

1.12.95







SAGGIAMI

Saggiami

non come cibo

digeribile

che edifica

per scomparire

mutante nel mutarti

fugace - temporaneo

di scoria essenza

Saggiami

ch'io resti

immutabile in te

eterna

impressa / non molecola

ma memoria

che edifica

per edificare

Saggiami

non come cibo

digeribile

ché queste parole

non ti lasceranno

come t'hanno trovato

né ritornerai.


17.5.96







SERPENTI PIUMATI

 

Serpenti piumati

si slanciano nell'alba

tersa d'un interrogativo giorno

magnetico di sole

senza attendere la pupilla

i serpenti piumati

si slanciano al di sopra dei sogni

e t'aspettano sospesi

guizzando gli occhi lucidi

bui come nel pozzo

t'aspettano

al risveglio

dei tuoi sensi

vividi.

 

17.5.96








NON VINCE IL MONDO


Nuvole indecise

sfilacciano questo cielo

sopra voci disconnesse

e stridule e stonate

di diaframma dimentiche

come il pensiero

del Sé

Non vince il mondo

l’unione di silenti parole

Non vince il mondo

la sola ultima nota

che nitida

sorvola lo spazio.

OM


8.9.95








DAVANTI AL VESCOVADO


Parimenti

riuscirò a sedermi

su qualsiasi marciapiede

scotennata

dall’affilata voce

dei miei simili

Parimenti

riuscirò a distendermi

sulla voce

d’ogni terremoto.


11.11.95










IL BASTONE


Su quale bastone

appoggerai

le tue indecisioni

quando queste

ti avranno ormai

impedito

di costruirlo?


7.1.96









SENTO, DUNQUE SONO”

1990-94


UN’ALTRA PORTA


Attanagliata

dai significati

- sillabe incollate a caso -

soccombo alle prime cinque porte

dei sensi

Oltre la barriera

ricordi senza memoria

bit socchiusi sul binario


un’altra porta.






IL TEOREMA DEL DISORDINE


Confinando

il Maggior Disordine

laddove regna il Disordine

noi creiamo

ciò che definiamo

l’Effimero Smarrimento


Non solo in base

all’apparente mancanza d’Ordine

ma per l’immanente svolta

di fine millennio


Senza capire che

l’incontrollabile

non si può confinare

nowhere


Qualcuno definisce ciò

l’inqualificabile

Destino dei Destini

Off limits.







LA PELLE DEL MAMMUTH


Dal greco

o dal latino

Mammuth non si disse

Dalla sfrenata biofilia

partoriti

ecco

filamenti

di prana

s’allontanano

da questa moltitudine,

leggendo dal greco

autokeiria.




VIBRAZIONI


l’Om della campana

nelle mezzore

mi consola il cuore


A mezzanotte

mi disintegra

le carni.




DIALLELI


Distante quanto non riesca

più a credere

di continuare a credere

scivolando dalle bramosie

all’armonia

Dio d’Amore

da continuare a credere.







MACEDONIA


Prugne secche

i nostri cuori

o come quelle bacche

dilaniate dentro la loro stessa grappa d’esistere


Arachidi sottovuoto spinto

i grumi del nostro cervello

o come la buccia d’arancia

quando la strizzi negli occhi di

qualcuno


Grappoli d’uva sul piatto e i

moscerini

le nostre mani

o come pungiglioni d’ananas

perfettamente affettati dentro un

barattolo di latta


Nocciolo di ciliegia

il nostro ombelico

o come il desiderio di slegarlo

e conficcare il dito nella

marmellata


Intanto mi scotto

con le castagne di parole

centellinando sidro

evaporando me


Non ho mai assaggiato il mango




IL MONDO


Rimossi le catene del pozzo

e percorrendo come acrobata

dentro una scatola cinese

Entrai per quel ventaglio

varcai la soglia

dove ogni cosa diviene piuma..


E’ una conchiglia!







COME LO ZERO


Come lo zero

dei desideri

ripartirò dal paterno cerchio magico

della pupilla

mentre gli spigoli del boulevard

puntellano lo scheletro

di Sintonia e d’Amore arduo

mi nutro

con la potenza dei sensi

la nudità dei corpi

Mi piove di luce.




EQUAZIONI D’ASSOLUTO


D’algebre di cui memoria

seppellisce

incognite

riemergono stanotte

punti vuoti

fluidi, galleggianti

Si sommano ad un attimo

procreano una retta

infinite rette

Attorcigliata senza tempo

sto per naufragare

in enne dimensioni




RISVEGLI


Quando l’affinità attanaglia

qualsiasi aliena mi si volatizza

addosso

ai concreti istanti

riunisco i pori in una sola ala


Rinascere silenziosi

risalire quel guado di perpetua vibrazione avvolto

immaginando lo stesso stupore

d’identità

che a stagioni ci visita

incommensurabile-latente-stuccante






GLI INGORGHI, GLI SGORGHI”

1981-89

QUESTA PIAZZA

Femori spezzati

sulla piazza dei manganelli

ululati di sirene terrestri

Il latitante è certamente fra

loro

incubato ogni notte

dalla scabbia la rabbia la sabbia

dei suoi timori

Troncategli il femore

l’arteria sarà

a spezzare quell’urlo

quel sibilo eco di velocità


Questa piazza è uno schifo.











FEBBBRE

Piccole anguste polverose ragnatele

d’un sapore giallino di febbri

e malumori

Gronda il soffitto di me.









Le isole si muovono

chiatte intrascinabili

come continenti


Divento golosa

gli orgasmi alimentari

quando scatta il meccanismo


La carta si restringe e non si

scioglie

dentro una bottiglia

Saranno incubi da tarda

digestione

diretti dal bicarbonato d’ammonio

sceneggiati dagli aromi naturali.









Hai frugato a lungo nel mio utero

mentalmente distaccata

mi chiedevo che cercavi


Rovesciarlo come una tasca

a vederne l’habitat

non t’è riuscito.










SENZA RADICI


Strappare le mie radici

lasciarle seccare

all’ombra d’un sole più caldo

vederle cadere

giù dal dirupo

morte senz’altro

senza la terra

rotolate lontano da idee / nodi

appassiti

fuggite per sempre

da linfe di falso valore

estirpate da terre

inquinate dal niente

e andare.











ERO LA SCIA


Flebile flebile

come questa voce

dolce fu attendere

ero pronta energia

ero la scia


Voglio metamorfizzarmi in un’aquila nera

crudele essere

artigli lacerano la carne

il becco disintegra i cervelli

volare più alta


il mio genere

m’incatena











VAN GOGH


Gustando le fragole marcie

andetti

a giocare con le parole

frugale nel fondo

piccoli nei brufoli neri

pennava l’inchiostro con la carta

roteando pupille senza palpebre

fui errabonda giovine giovane

esploravo cavernosa la pelle del letto

sul tetto folletto indovenava la tua braccia

correzzzioni ortografarie m hanno incuadrata

escire io usco dal flebile gusto delle tozze

rapozze dita mangiate

sacchero e zule di eterna golìa

profonda virulenta indecisabile pàrola

mi chiamo

senza ditemi basta!

coloraterrimo arcobaleno di pioggie di bufere cicloni-che

calava a cappa sul / celo

lo sguardo: non occhio che me

megocentrismo assilloso annoda i ricciuoli

novecentesimo secolo di quali progenie progetti protetti

provati sapori?


Leggetti dunuomo ch uccise la vecchia usurandaia

maltello e scarpello scricchiavano sulla ronda

delle scale

scioccòmi il colore di una pozzanghera

di sangue insul tappeto

scotettero il testo..

Fuori! -anzinò- Dentro!

Fu laccentapostrofo a morire

di pianto.


Lacrimuzza chi scendea

-parea la musa tua duemileggiante-

onde posar tu tacqui la tristezza

e sempre l’acqua a dir dove io fui

quieto mesto cullo feto

a favellar chi m’insegnò?










PROBABILE


Probabile

essere

probabili

dove la luna

è scomparsa

Ed oltre i pori?

le stelle







E’ notte.

più nulla mi nasconderà.



Torna a POESIA

HOME PAGE