U238:

LA CONTAMINAZIONE PIANIFICATA



Tutti abbiamo sentito parlare di Hiroshima, di Chernobyl, di Mururoa, di Sindrome del Golfo, recentemente, di Tokaimura e di Kossovo. Tutti abbiamo sentito parlare di Uranio e di nucleare, eppure sembra che gli orrori legati a quei luoghi siano confinati in un limbo della mente collettiva, un oblio di rimozione totale dove il terrore domina inconscio e il "day-after" generale appare un incubo.
Il gusto per la spada di Damocle degli ultimi decenni sta toccando il suo culmine e il proliferare conteso e contestato delle armi nucleari sposta l’attenzione da quelle che sono le vere fonti di pericolo: le centrali.
In realtà, non solo il qualunquismo e l’egotismo hanno contribuito a rimuovere il nucleare dai nostri pensieri, ma anche e soprattutto l’omertà dei soliti mezzi di informazione sponsorizzati dai potentissimi monopoli dell’energia.
Quella che è emerso essere la "lobby nucleare" usa l’inganno e la disinformazione per non rendere davvero pubblica la realtà dell’impatto ambientale dell’Uranio 235, 238, del Plutonio, dello Stronzio e di altri simili elementi altamente radioattivi.
Sul pianeta ci sono circa 400 centrali nucleari, di cui 150 in Europa, dove l’Euratom (ente preposto alla diffusione e protezione del nucleare) fa emettere alla Comunità una serie di normative contrarie ad ogni elementare buon senso. A livello internazionale ci troviamo di fronte l’I.A.E.A. (International Atomic Energy Agency), la quale sigla un accordo, nel 1959, con l’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità), investendosi di poteri di controllo, iniziativa e gestione di ogni studio di salute pubblica legato al Nucleare.
Questo accordo criminale vige tuttora ed è questo che impedisce qualsiasi agenzia regionale o nazionale di protezione ambientale di avviare studi epidemiologici sul tema.
Vi ho propinato questa lunga premessa perché ora leggere di uranio "impoverito", ovvero di scorie nucleari, diventerà uno scoprire consapevolmente il perché di tanta omertà.

COS’E’ L’U238?
L’U238 o Uranio impoverito (UI) o Depleted Uranium (DU) è una sostanza radioattiva e tossica che deriva dal processo di arricchimento dell’Uranio usato come combustibile per le centrali e le armi nucleari. E’, di fatto, una scoria nucleare che, di norma, andrebbe stoccata ed interrata. Sul pianeta esistono oltre 6 milioni di tonnellate di queste scorie, per le quali non si è mai trovata una seria soluzione di smaltimento, visto che il suo tempo di dimezzamento radioattivo è pari a 4,5 miliardi di anni (l’età del sistema solare) e visto che le centrali continuano incessantemente a produrle.
Importantissimo da sottolineare è che l’UI è piroforico, ovvero ha la tendenza ad autoincendiarsi anche a temperatura ambiente.

COSA FA L’U238
L’UI emette radiazioni principalmente di tipo ALFA, ovvero micro-particelle (0,3 micron) che, una volta inalate, in caso di incendio ad esempio, bombardano l’organismo dall’interno provocando leucemia, cancro ai polmoni, immunodeficienza e modificazioni genetiche.
Le particelle alfa, peraltro, si disperdono nell’ambiente trasportate dai venti e, secondo uno studio scientifico del Dr. Dietz, possono teoricamente fare il giro del mondo. Questo fa sì che contaminino anche la catena alimentare e, in questo caso, il danno diventa chimico, perché vanno a colpire principalmente i reni e il cervello, provocando quella che ormai è universalmente riconosciuta come Sindrome del Golfo, con Herpes, affaticamento e perdita di memoria.
I danni provocati dalla dispersione di UI e dalle radiazioni da questo emesse, sono quindi di tipo cancerogeno, mutagenico e genotossico. Ecco perché il 67% della prole dei veterani del Golfo è nata con malformazioni genetiche, per non parlare dei bambini irakeni, altre cavie che ci stanno documentando queste patologie nel contesto di quello che può essere definito un genocidio. E’ per questo motivo che la contaminazione del Kossovo ci sembra essere un ulteriore crimine contro l’umanità che andava assolutamente evitato.
Nel Kossovo 31.000 sono stati i proiettili all’UI utilizzati e le conseguenze non tarderanno a manifestarsi con l’aumento di tumori e di mutazioni genetiche nel raggio di 500 Km., quindi anche in Italia. Soprattutto i soldati di stanza come forza di pace e i volontari pacifisti sono ad altissimo rischio di contaminazione e già due militari italiani sono deceduti per leucemia.

LA CONTAMINAZIONE IN CAMPO CIVILE
Ad insaputa di noi tutti, per cinquant’anni, l’UI è stato utilizzato e lo è tuttora anche in ambito civile.
Le ns. ricerche sono partite dai contrappesi degli aerei di linea che, anziché in tungsteno, sono prodotti con l’UI. L’incidente di Amsterdam del 92, quando un Boeing 747 è precipitato su un quartiere di periferia, ci ha confermato che le vittime e i soccorritori sono rimasti contaminati dagli ossidi di UI, contraendo le stesse patologie della sindrome del Golfo.
Purtroppo le investigazioni in Internet, in collaborazione con altre organizzazioni internazionali quali la Laka Foundation e quelle dei veterani inglesi ed americani, hanno portato alla luce quella che si può tranquillamente definire una CONTAMINAZIONE PIANIFICATA. Negli anni sessanta è stato redatto un vero e proprio studio di fattibilità sul riciclaggio delle scorie nucleari e questo piano è stato attuato segretamente ma compiutamente.
L’UI lo troviamo nelle leghe, nei cementi, nei contrappesi dei sollevatori, nelle chiglie delle barche a vela, nelle schermature delle apparecchiature ospedaliere che utilizzano raggi x o simili, ma anche nelle lenti degli occhiali, nelle protesi dentarie, nelle mazze da golf, nei fertilizzanti. Le fonderie di tutto il mondo riciclano materiale ferroso contaminato senza che nessun controllo venga effettuato a fermare questo scempio.
C’è inoltre da dire che l’UI anche se non brucia, rilascia nell’atmosfera dei gas radioattivi, quali il radio o il radon, andando ad aumentare in maniera spropositata quella che è la radioattività media e naturale del pianeta. Le basi Nato diventano un vero pericolo per l’ambiente anche in assenza di testate nucleari, ogni aereo di linea diventa una minaccia in caso di incidente, ogni ospedale di ogni città è divenuto il luogo più pericoloso per i cittadini.
Assurdo? Assolutamente sì, ma che dire quando esistono dei decreti legislativi che legittimano l’uso di UI nei casi sopracitati? Che dire se i Vigili del Fuoco denunciano di non possedere l’attrezzatura idonea a proteggersi dalle radiazioni? Se i lavoratori degli aeroporti, delle ferriere, degli ospedali sono completamente all’oscuro della minaccia che li sovrasta così da vicino?
L’Osservatorio Etico Ambientale che ha scoperchiato questo pentolone in pochi mesi, grazie alla Rete, ha subito denunciato alla Magistratura italiana tutta la situazione, evidenziando in maniera scientifica che l’uso di UI sia in campo civile che militare, è assolutamente un crimine contro l’umanità.
A chi ci chiede: "che fare?" noi rispondiamo di sottoscrivere le ns. denunce, la petizione per abolire l’accordo IAEA-WHO, di diffondere il più possibile le verità sull’UI, di chiedere ai governi il bando di questa sostanza e la riconversione delle centrali nucleari, ed infine di aiutarci a monitorare l’ambiente anche attraverso il progetto dell’analisi dei dentini da latte.
Stiamo lanciando a livello nazionale la campagna dei denti da latte affinché si possa monitorare il livello di contaminazione dei ns. bambini; è sufficiente spedirci i dentini evidenziando il luogo di permanenza della madre in gravidanza, il luogo e la data di nascita del bambino. Verranno analizzati i livelli di Stronzio 90, Plutonio e Piombo. Il primo studio analogo che fu condotto negli Stati Uniti costrinse le potenze nucleari a sospendere gli esperimenti a cielo aperto.
Alla luce di quanto sinteticamente esposto, mi sembra che ognuno di noi non debba più chiedersi perché i tumori sono così aumentati, nonostante i pesticidi, lo smog, il fumo, l’inquinamento elettromagnetico, l’ozono ecc., io credo che la radioattività ne sia la causa principale e che porti una morte biologica di proporzioni apocalittiche. Molti dicono "mai più Hiroshima", io aggiungo: mai più Chernobyl!
L’epidemiologa canadese Bertall ha quantificato il danno da radioattività in 1,5 miliardo di vittime, cifra questa che nessun olocausto riesce ad eguagliare.
E’ tempo di intervenire! Il popolo italiano, dichiaratosi antinucleare con uno storico referendum, ha il dovere di portare la fiaccola di questa crociata contro la lobby dell’Uranio.
Ed è importante capire che, al di là dell'Uranio presente anche in natura sotto terra, ci troviamo di fronte al Plutonio, l'anti-vita, prodotto delle centrali, elemento da laboratorio talmente nocivo che a confronto l'Uranio è innoquo..
 
Tutto quello che ho dimenticato, omesso o sintetizzato in queste pagine, potrete approfondirlo nel sito
http://www.osservatorioea.org, o prendendo contatto con noi ai n. 348 2457440.
Per chi volesse soltanto sostenerci finanziariamente, il n. del c/c postale intestato all’O/E/A è: 11107331.

La ricerca della scienza, l'ingegno umano sapranno darci senz'altro una speranza e forse l'alchimia della nuova era riuscirà a trasmutarlo subito in piombo.. ad esempio il premio Nobel Carlo Rubbia ha creato un reattore al Torio che non produce scorie e che è in grado di far decadere quelle dell’Uranio, anziché in 4,5 miliardi di anni in soli 5/600 anni per non lasciare alle generazioni future questa maledizione, che ora ci fa dire: "uranio per sempre".

paola gandin - presidente O/E/A [tratto da “Germinal”]

 

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