IL DISPOTICO CALENDARIO DELLA SPAZZATRICE
C'è un detto che recita: “La legge non ammette ignoranza” per ammonire l'inerme cittadino che lo Stato ha sempre ragione.
Ma credo sia venuto il tempo che si definisca bene chi è questo Stato, è venuto il tempo di denunciare gli abusi di un apparato burocratico che, anziché semplificarci la vita pubblica, ce la complica e ci sottomette.
Vengo ai fatti esemplari di quanto sopra. Il giorno 21 gennaio 2006 mi recai con mia figlia, da un parente in centro città, dopo aver parcheggiato tranquillamente in regola. Dopo una decina di minuti sento un gran trambusto in strada, mi avvisano che sta passando la spazzatrice e che due vigili mi stanno fioccando la multa. Scendo trafelata ma ormai è fatta, stanno scrivendo il verbale (nota bene, nel frattempo ho spostato l'automobile in quanto la spazzatrice era ancora lontana, ma oramai il terribile reato era compiuto..); chiedo lumi su quale norma io stia violando, i vigili borbottano il loro disappunto su tale pratica odiosa che li vede impolverati dalla testa ai piedi e bestemmiati dagli incauti cittadini che non guardano i cartelli.
E qui veniamo al mio appello giuridico: E' LEGITTIMO CHE IL COMUNE MI IMPONGA DI SAPERE CHE OGGI E' IL TERZO SABATO DEL MESE O IL PRIMO LUNEDI' ECC.?
E se io seguissi il calendario Atzeco? E se vivessi pienamente le mie giornate senza preoccuparmi se oggi è il I, il II, il III o il IV sabato del mese? Quale legge me lo impone???
Non pagherò mai quella multa. Farò ricorso alle autorità competenti e ne darò denuncia pubblica perché questo dispotismo mentale è un sopruso che deve finire.
Mettere al primo posto la pulizia della città creando disagi inenarrabili, nelle giornate di spazzatrice, alle persone già stressate per la mancanza di parcheggi, significa considerare i cittadini una massa pecorona che comunque si adeguerà, volente o nolente.
Nella via dove lavoro conosco i giorni incriminati e mi adeguo, ma il Comune non può pretendere che le persone girino col calendario in tasca e l'ansia da spazzatrice.
Se facessimo decidere alla cittadinanza il metodo migliore per tenere pulite le strade, sono certa che non sarebbe quello di spostare la polvere con un trabiccolo inquinante e rumoroso che intossica i vigili e crea ritardi e disagi notevoli a tutti.
D'altronde anche per i parcheggi vale lo stesso principio di invadenza che ci vede costretti a sgambettare dal ticket alla macchina per sostare nelle vie di una Monopoli.
Il nostro sacro tempo viene disprezzato da una supposta e sedicente forza maggiore.
Mi chiedo cosa ne pensino le associazioni di difesa dei consumatori governative, che tacciono tali abusi solo per il fatto che arrivano dal dispotico apparato che le foraggia...
Leggo oggi sulla locandina del giornale locale: “Passa la spazzatrice: 300 multe al mese” che moltiplicate per 35,00 euro fa 10.500,00, bella sommetta per i Comuni in bancarotta. Che tristezza.. A quali mezzucci sono ridotti questi pseudo amministratori pubblici per tenere in piedi la baracca.. dimenticandosi però di quanto pesino quei 35,00 euro alle famiglie, punite per una svista del calendario..
Facendo una ricerca in Internet ho constatato che l'assurda pratica è molto diffusa in questo paese allo sbando, ma certi Comuni sono tornati al sano e umano spazzino, altri stanno adottando delle spazzatrici idrauliche che puliscono senza bisogno di spostare le auto in sosta, vedi:
http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/rifiuti/20060419182533894059.html
Nel frattempo facciamo obiezione a queste multe anomale, queste tasse indirette estorte nel nome di una pulizia che in realtà ripulisce solo e sempre le nostre tasche di cittadini sudditi.
paola gandin
nowage@email.it
Monfalcone, 5 giugno 2006