IL SORRISO DEL PRESIDENTE
Oggi ho scritto un racconto, è una storia a più mani promossa da Luther Blisset, ora Wu Ming, ovvero uno pseudonimo che nasconde più scrittori italiani.
L'incipit lo trovi all'indirizzo
http://sapere.virgilio.it/extra/racconto/capitolo1.html
S'intitola IL SORRISO DEL PRESIDENTE, ti allego la mia continuazione, ovvero un racconto sulla rivoluzione legale.

Il sorriso del Presidente – 2° capitolo


Nessuna aula magna sapeva emozionare l'oratore quanto una piazza, maestosa e anonima agorà, pulsante di umori, mare di menti affluite lì per lui, il Presidente.
Quella mattina si rivelò inquietante per il Presidente. Ordinò una doppia dose delle sue gocce, accese il cd dei complimenti e degli ossequi per riacquistare il livello ottimale di vanagloria autostima, attinse a tutte le tecniche possibili di autoipnosi per scacciare una sottile ansia sotterranea.
Stazionò davanti allo specchio con rassicurante fiducia di trovare scampo, spiando ogni ruga, interpretando la collezione di sorrisi con rinnovato vigore; un'ombra fugace percorse lo sguardo. Decise di chiamare il Segretario, avrebbe fatto colazione chiedendo rapporto sul viaggio di domani.
I Media avevano troppo calcato la mano sul pericolo di terrorismo islamico. ormai erano dei veri esperti, ma per mascherare l'opposizione interna si stava rischiando di creare il panico.
Quella mattina il Presidente faticava a respingere un pensiero paranoico che gli faceva sorgere un'inevitabile smorfia, fatale per il sorriso. Era l'idea di essere tradito dal PRESIDENTE e destinato a martire eccellente sul tavolo del terrorismo religioso, strategia di legittimazione dell'invasione militare; "hanno assassinato un Presidente! A tanto osano! Chi li fermerà?"
Fortunatamente arrivò il Segretario, puntuale e preciso, snocciolò ogni singolo dettaglio del viaggio, della copertura di piazza sotto il palco, dell'attivazione delle telecamere satellitari su tutta l'area, sui contatti col Sindaco e la stampa.
Il Presidente sospirò sulla poltrona, si leccò le dita, si accarezzò la pancia, sorrise come un sole e si aggiornò sugli appuntamenti della giornata.
Il presagio funesto mattutino divenne il ricordo d'una smorfia.

<<<<>>>>

Entrato nel non-tempo Lorenzo aprì lo zainetto, estrasse un astuccio con tanto di lucchetto e chiave. Conteneva un voluminoso documento autentico della Corte Costituzionale e varie sentenze di Cassazione.
L'operazione "Pistola Giuridica" aveva inizio. Parte della Corte Costituzionale aveva sentenziato incostituzionale un rilevante numero di decreti legislativi e decreti legge. L'atto non era stato ufficialmente pubblicato perché a Palazzo si respirava un'aria da "notte dei lunghi coltelli".
Nella lettera allegata Lorenzo vi lesse che avrebbe dovuto custodire il documento e renderlo pubblico se l'operazione dell'indomani fosse fallita.
Vi trovò indicati tutti i recapiti di giornalisti, la mappa della piazza, i piani di azione svelati come in un fumetto.
Mettere con le spalle al muro il Presidente con la forza della Legge era davvero la rivoluzione della brava gente e tutti i nonni e i bisnonni martiri della Libertà, avrebbero riposato finalmente in pace.
Lorenzo Carta si sentì rimbombare il cuore nel petto, l'azione di polizia civica, seppur suggellata dall'articolo 383 del Codice di Procedura Penale, rischiava sempre di essere scambiata per un colpo di Stato e non riusciva a fidarsi fino in fondo del Commissario Febbraio nè del Giudice Marzo.
Comunque l'avrebbe fatto; come free-lance avrebbe posto al Presidente la questione della violazione all'articolo 283 del Codice Penale, sull'inosservanza della Costituzione, avrebbe accennato ad una possibile sentenza e aspettato la reazione degli altri.
Pensando a loro si ricordò che era della massima urgenza inviargli l'sms in codice:
"Il cerchio si chiude, a domani."

28/10/2003



Prosa

HOME