SALTIMBANCHI
Stremita dal farsi la guerra, l’umanità strinse un patto con se stessa e venne sancito universalmente che ognuno, da qualsiasi ceppo provenga, possa scegliere il mondo che più gli aggrada, sulla base dei suoi talenti o inclinazioni, optando fra una gamma di mondi possibili e con la facoltà di fondarne uno.
Fu così che la povertà di spirito si accordò con lo spirito di sopravvivenza e il pianeta intero si suddivise in macro-regioni di affinità.
Nel frattempo il territorio era talmente devastato ovunque che si decise che un posto valesse l’altro, ed ogni micro-mondo occupò gli spazi destinati dai computer.
Fu necessario un censimento, il più imponente della storia, laddove si chiedeva quali vicini di casa si prediligessero e quale programma di governo (la legge scritta era stata abbandonata da tempo, da quando le norme si ritorsero sugli stessi legislatori).
Sondare le preferenze dell’umanità necessitò di una capillare installazione di terminali; questo fu l’investimento che utilizzò i fondi storicamente stanziati in armamenti, stornati dal capitolo Difesa per la prima volta.
I dati raccolti da ogni angolo del pianeta confluivano alla Centrale, situata in un’anonima e sperduta provincia. Le Nazioni Unite funsero da Garante e gestirono lo spoglio che i calcolatori elaboravano incessantemente.
La stesura del questionario aveva richiesto la sapienza di tutti i libri noti e la precisione dei più sofisticati cervelli bio-elettronici. Il risultato fu stupefacente e, dall’analfabeta al genio, tutti furono in grado di mettere a fuoco in quale mondo volessero vivere.
Gli exit-poll preannunciavano un largo vantaggio <e quindi un maggior numero di ettari da destinare> degli amanti della tavola, dei ninfomani e dei nati-stanchi. Seguivano i giocatori, i telematici, i creativi, i depressi e altre svariate attitudini predominanti.
Quando la lista e le percentuali furono completate, il solito sofisticato robot destinò i territori al nuovo assetto mondiale, basato sulla pace e il totale disarmo e sulla tolleranza dei costumi, un assetto che avrebbe portato a rivedere i confini, a spostarli, a rinominare la storia e che avrebbe consentito all’umanità di leggersi finalmente per quello che era.
Ogni mito, leggenda e profezia si stava manifestando: Sodoma e Gomorra, il paese dei Balocchi, l’isola-che-non-c’è, la terra di Mezzo, il paradiso dell’Islam… Con una clausola però: ogni macro-regione doveva diventare autarchica, fra regioni i contatti furono quasi banditi, era concesso trasferirsi ma solo in caso di scambio e dopo attente analisi del super-cervello situato nella regione dei Telematici.
La rete di terminali restò attiva a livello globale per monitorare continuamente la densità di popolazione e comunicare gli eventi atmosferici.
Gli esodi durarono a lungo, nonostante le fulminee navicelle a propulsione stellare solcassero ininterrottamente i cieli di questa nuova terra, e nonostante gli ultimi tafferugli e le offensive che ancora, timidamente, sfociavano durante gli scali verso la Terra Promessa.
Prima di sciogliersi, le Nazioni Unite proclamarono in tutti i terminali la Pace Perenne, la gente sorrideva e preparava il bagaglio, partirono con vecchi e bambini, avevano sancito il proprio Eldorado e si apprestavano ad eseguire le eque imposizioni di un computer pur di conseguire la pace perenne e il silenzio delle armi.
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…. aveva compilato il censimento istintivamente di getto, ora stava per essere imbarcato nel paese della Contemplazione.
[continua]